Bando Premio Internazionale di Poesia “Arocha” BANDO PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA “AROCHA” 01 GIUGNO, 2017 PREMIOPROVINCIA DI CATANZARO 145 PREMIO INTERNAZIONALE di POESIA “Arocha” TIRIOLO L’ associazione “Opportunità” onlus, il Comune di Tiriolo e la testata on-line il Reventino.it, con il patrocinio dell’Ufficio della Consigliera di Parità della Regione Calabria promuovono Arocha PREMIO INTERNAZIONALE di POESIA #STOPVIOLENZADONNE Scheda adesione Premio Arocha Regolamento Articolo 1: TEMA “La donna: violenza psichica e fisica”. La poesia come gesto speciale a sostegno delle donne e strumento di comunicazione. Poesia inedita in lingua italiana o in dialetto, per singoli autori, sul tema indicato. Articolo 2. MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE Gli autori possono partecipare con un massimo di due opere. Ogni poesia non deve essere superiore a 30 versi/righe, titolo escluso, e dovrà essere fornita tassativamente con le seguenti modalità: file in estensione .doc oppure .docx ,...
Fra un paio di mesi, i Catanzaresi saranno chiamati per esprimere un voto per la scelta di una nuova classe di amministratori.Gli elettori si recheremo nei seggi a malincuore se nelle varie liste leggeranno nomi di candidati non adatti a risollevare il città dal vicolo cieco in cui si trova.Gli elettori del terzo millennio sono più partecipativi e più informati rispetto a quelli del 900. La generazione degli “anta”, attaccata al giornale e proprio a quello di carta, è meno propensa ad una continua informazione ( a volte fatta d'inesattezze, oggi definite bufale) inviata dai social network. I giovani, invece, vivono attaccati al computer e al telefonino. Ed anche se le informazioni che si scambiano non sono tutte attendibili, c’è, comunque, un continuo tam tam che li tiene vigili alle vicende che accadono accanto ed intorno a loro. Però, i giovani, oltre ad essere aggiornati, sono anche più arrabbiati, più sconfortati, più poveri, più disoccupati grazie ad una politica sbagliata che non ha colori politici. Errori di tanti e pure duraturi.Il disagio aumenterebbe se vedessero nelle liste i soliti noti, inseriti dall’alto. Magari il voltagabbana della politica, o il disoccupato che fa l’amministratore come un investimento economico o, addirittura, l'ignorante che crede di poter vestire qualsiasi ruolo.La nuova (e pure la vecchia) generazione si chiederà: per chi votare?Ci piacerebbe leggere liste con nomi di persone sagge, preparate, in grado di esprimere, incarnare e realizzare valori sani. Persone che sappiano varare politiche cittadine che difendano, aiutino le piccole e medie imprese, i commercianti e gli artigiani della città.Saremmo tutti più contenti nel vedere nuovi negozi nelle nostre vie, ma gestiti da Catanzaresi e non da Cinesi.Ci piacerebbe che in tutte le liste dei vari partiti si facesse un politica di qualità e non di quantità. Meno liste e più requisiti. Non dimentichiamo che siamo capoluogo di provincia e di regione. Forse immeritatamente, ma lo siamo e quindi difendiamoci la nostra bella ed antica città dalle grinfie degli avvoltoi.La Dama
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Berlusconi e Schulz a distanza di anni
La nostra terra non è più una nazione libera, ma sottomessa ad un'Europa che il popolo non accetta, ma che i politici, invece, si ostinano a rappresentare come il bene primario per nostro paese. Un'Europa comandata da una donna che sa fare solo conti e non conosce le regole basilari dell'educazione e del rispetto verso i popoli che s'affacciano sul Mediterraneo e che considera di serie B, eccetto i Francesi che hanno più o meno la sua stessa idea. Anni fa Berlusconi al Parlamento europeo ebbe una lite verbale con Martin Schulz e lo chiamò giustamente Capot, perché con la sua solita arroganza derideva il nostro paese e pure Berlusconi stesso e gli altri nostri parlamentari, dei quali nessuno si alzò per dar manforte al nostro presidente del Consiglio di allora. Quel "Capot" fu ritenuto molto offensivo, da tutti i parlamentari dei vari Stati europei, che, però, alle parole aggressive di Schulz sorridevano e ammiccavano contro gli Italiani. Nessuno, comun...
Penso, ripenso e nel pensar m'impazzo.
Avete mai pensato che nel mondo possa esistere una qualche oligarchia che segretamente organizzi e diriga i vari governi delle Nazioni? Se fosse vero (come penso che sia), i politici dei vari Stati non sono, poi, così importanti. Sono solo dei pupazzi, i cui fili sono tirati a piacimento da chi li crea, li fa muovere, lasciando a loro la convinzione di essere liberi di decidere. Persino il terrorismo pare sia organizzato a tavolino da quell’oligarchia a cui accennavo prima. Lo aveva scritto nel 1951 Robert Payne, morto dopo aver scritto “Zero. La storia del terrorismo”, in circostanze molto oscure su cui nessuno ha mai cercato di sapere la verità, che non doveva, né poteva essere svelata. A questo punto noi tutti ci dovremmo chiedere chi fa veramente la Storia? Certamente non la fa il popolo, la massa, che nel corso dei tempi è sempre stata poco propensa a fare guerre, ma a vivere, se non a sopravvivere, la sua quotidianità. Allora chi è il vero artefice della S...
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