Avete mai pensato che nel mondo possa esistere una qualche oligarchia che segretamente organizzi e diriga i vari governi delle Nazioni? Se fosse vero (come penso che sia), i politici dei vari Stati non sono, poi, così importanti. Sono solo dei pupazzi, i cui fili sono tirati a piacimento da chi li crea, li fa muovere, lasciando a loro la convinzione di essere liberi di decidere. Persino il terrorismo pare sia organizzato a tavolino da quell’oligarchia a cui accennavo prima. Lo aveva scritto nel 1951 Robert Payne, morto dopo aver scritto “Zero. La storia del terrorismo”, in circostanze molto oscure su cui nessuno ha mai cercato di sapere la verità, che non doveva, né poteva essere svelata. A questo punto noi tutti ci dovremmo chiedere chi fa veramente la Storia? Certamente non la fa il popolo, la massa, che nel corso dei tempi è sempre stata poco propensa a fare guerre, ma a vivere, se non a sopravvivere, la sua quotidianità. Allora chi è il vero artefice della S...
Bando Premio Internazionale di Poesia “Arocha” BANDO PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA “AROCHA” 01 GIUGNO, 2017 PREMIOPROVINCIA DI CATANZARO 145 PREMIO INTERNAZIONALE di POESIA “Arocha” TIRIOLO L’ associazione “Opportunità” onlus, il Comune di Tiriolo e la testata on-line il Reventino.it, con il patrocinio dell’Ufficio della Consigliera di Parità della Regione Calabria promuovono Arocha PREMIO INTERNAZIONALE di POESIA #STOPVIOLENZADONNE Scheda adesione Premio Arocha Regolamento Articolo 1: TEMA “La donna: violenza psichica e fisica”. La poesia come gesto speciale a sostegno delle donne e strumento di comunicazione. Poesia inedita in lingua italiana o in dialetto, per singoli autori, sul tema indicato. Articolo 2. MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE Gli autori possono partecipare con un massimo di due opere. Ogni poesia non deve essere superiore a 30 versi/righe, titolo escluso, e dovrà essere fornita tassativamente con le seguenti modalità: file in estensione .doc oppure .docx ,...
La nostra terra non è più una nazione libera, ma sottomessa ad un'Europa che il popolo non accetta, ma che i politici, invece, si ostinano a rappresentare come il bene primario per nostro paese. Un'Europa comandata da una donna che sa fare solo conti e non conosce le regole basilari dell'educazione e del rispetto verso i popoli che s'affacciano sul Mediterraneo e che considera di serie B, eccetto i Francesi che hanno più o meno la sua stessa idea. Anni fa Berlusconi al Parlamento europeo ebbe una lite verbale con Martin Schulz e lo chiamò giustamente Capot, perché con la sua solita arroganza derideva il nostro paese e pure Berlusconi stesso e gli altri nostri parlamentari, dei quali nessuno si alzò per dar manforte al nostro presidente del Consiglio di allora. Quel "Capot" fu ritenuto molto offensivo, da tutti i parlamentari dei vari Stati europei, che, però, alle parole aggressive di Schulz sorridevano e ammiccavano contro gli Italiani. Nessuno, comun...
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